Prc Taranto: la proposta del Reddito di Dignità di Emiliano è una misura insufficiente

La proposta è quindi estremamente limitata. A ciò si aggiunga che i beneficiari dell’assegno, per tutta la durata della sua erogazione, saranno tenuti a lavorare presso aziende che riceveranno appositi incentivi per la loro assunzione. Di fatto, queste imprese potranno pagare salari bassissimi a questi loro dipendenti: in questo modo i lavoratori conserveranno il sussidio, e la gran parte del costo del lavoro verrà scaricato sulla Regione. Il Presidente Emiliano si appresta così a regalare alle imprese coinvolte nel progetto denaro dei contribuenti pugliesi – compresi quelli che, pur vivendo in difficoltà economiche, non potranno accedere al “reddito di dignità”.
Insomma, la proposta di Emiliano è un pasticcio che esclude gran parte delle famiglie lavoratrici colpite dalla crisi e favorisce una manciata di imprese. Noi riteniamo che si debba fare molto altro per contrastare la povertà: anzitutto, estendere la misura a tutte le singole persone che percepiscono salari bassi (ricordiamo che oggi la soglia di povertà relativa è fissata a 500 Euro al mese) o sono disoccupate; inoltre, rilanciare interventi sociali realmente incisivi: case popolari, blocco degli sfratti, trasporti e prestazioni sanitarie gratuite. Infine, il governo regionale deve varare un serio Piano per il lavoro, investendo in settori strategici come la messa in sicurezza del territorio, per rilanciare l’occupazione e i redditi. E’ finita l’epoca delle operazioni di facciata: la povertà è il principale problema dei nostri giorni, e va affrontata seriamente.
Remo Pezzuto (Segretario provinciale) del Partito della Rifondazione Comunista
