Tempa Rossa, Total apre il cantiere ai media ma non a tutti

Tempa Rossa


TARANTO
– Total apre il cantiere di “Tempa Rossa” ai giornalisti tarantini ma non a tutti. InchiostroVerde, testata giornalistica on line da sempre interessata alle tematiche ambientali e alla vicenda “Tempa Rossa”, non è tra i media invitati dalla Total per la visita organizzata oggi nel cantiere lucano (con annesso pranzo al ristorante Leukanika di Guardia Perticara, ma di questo dettaglio non ci importa nulla).

Il motivo dell’esclusione ci è stato fornito via mail il 5 ottobre: «Per una questione di ottimale gestione persone esterne da far entrare in area industriale in attività di costruzione, come attualmente è il sito di Tempa Rossa, siamo stati costretti a contingentare le presenze e ci siamo focalizzati sui media tradizionali come i giornali e le televisioni. Per tali ragioni ci scusiamo se non riusciamo a farla partecipare. Saremmo comunque ben lieti di fare la sua conoscenza alla prima occasione utile e non mancheremo di tenere presente la testata da lei diretta per le prossime iniziative che dovessimo organizzare a Taranto».

Questo l’incredibile epilogo della vicenda che farebbe emergere, se prendessimo sul serio tale spiegazione, un’assurda distinzione tra giornalismo di serie A (media tradizionali) e di serie B (nuovi media). In realtà ci risulta che altre testate on line siano state invitate.  Ma è giusto fare un passo indietro per tornare al 28 settembre, quando siamo venuti a conoscenza – in maniera indiretta e casuale  – di questa visita organizzata dalla Total nel cantiere di “Tempa Rossa”. Ad altre redazioni l’invito sarebbe arrivato da tempo. A noi no. Da qui la decisione di contattare telefonicamente l’Ufficio Stampa di Total E&P Italia, in quel di Roma, per conoscere le modalità per accreditarsi.

Il centralino ci passa il dottor Massimo Dapoto, responsabile del Dipartimento Comunicazione, che sin dalle prime battute afferma di conoscere il nostro sito internet e anche la nostra “linea editoriale”. Evidentemente non gradita. In seguito, Dapoto ci suggerisce di inviare una richiesta di accredito via mail. La risposta arriva il 5 ottobre. Total sarebbe costretta “a contingentare le presenze” in un cantiere che certamente non ha le dimensioni di un francobollo.

Ed è grave che ad essere esclusa sia una testata giornalistica on line nata a Taranto, libera e indipendente, schierata dalla parte della salute e dell’ambiente, è vero, ma sempre corretta  nel fornire ai propri lettori informazioni e dati oggettivi sul progetto “Tempa Rossa”. Lo abbiamo fatto sin dagli albori, quando a parlare di questo progetto erano solo alcune mosche bianche, anche tra gli ambientalisti. Pensiamo ad esempio al lodevole impegno del comitato Legamjonici e della sua portavoce Daniela Spera.

Ricordiamo che il progetto “Tempa Rossa” si sviluppa nel territorio potentino di Corleto Perticara e prevede l’estrazione – nel cuore della Basilicata – di greggio che sarà trasportato a Taranto per essere  lavorato e poi esportato via mare. A Taranto sarà necessario l’allungamento del pontile Eni e la realizzazione di due serbatoi di stoccaggio.  Le critiche al progetto riguardano le possibili ripercussioni sull’ambiente e la sicurezza (rischio incidenti rilevanti). Inoltre, è stato fatto notare l’irrisorio vantaggio che il progetto comporterebbe da un punto di vista occupazionale. Elementi di criticità che abbiamo sempre riportato sulle pagine del nostro sito, anche grazie al prezioso supporto del collega Gianmario Leone (Il Manifesto e TarantoOggi).

Torniamo ora alla decisione di escludere InchiostroVerde dalla visita in programma oggi. A cosa è dovuta? I vertici della Total pensavano forse che ci saremmo  presentati sul posto muniti di elmetto e kalashnikov? In realtà, saremmo andati li per osservare, ascoltare, porre domande e prendere appunti. Una volta tornati a casa, avremmo scritto un articolo basato su fatti oggettivi. Non ci saremmo fatti condizionare dalla propaganda aziendale, né dagli interessi dei poteri forti, locali e nazionali. Proprio come siamo rimasti immuni dalla propaganda “Made in Ilva”, anche negli anni d’oro del Siderurgico.

Probabilmente, nella parte dedicata ai commenti, avremmo espresso il punto di vista di chi desidera e pretende per Taranto progetti che garantiscano uno sviluppo economico alternativo alla grande industria inquinante. Così, come avremmo esposto le nostre critiche nei confronti di una classe politica incapace di difendere il territorio e la collettività da iniziative economiche e imprenditoriali che avvantaggiano pochi privilegiati. Come dimenticare i ricorsi al Tar e le iniziative legali (e non) – tardive e maldestre- messe in atto negli ultimi tempi dall’Amministrazione locale per contrastare il progetto?

Avremmo osservato, ascoltato, posto domande e preso appunti. E, consentiteci un pizzico di ironia, non avremmo occupato neanche molto spazio, né sul bus navetta che ci avrebbe trasportato fin lì, né al cantiere. Il sopralluogo di oggi sarebbe stata una buona occasione per approfondire alcuni aspetti legati al progetto, anche rispetto alle prospettive future (avvio della produzione entro la fine del 2017 o dopo) e per fornire ulteriori elementi di conoscenza ai nostri lettori. Ma per InchiostroVerde le porte del cantiere “Tempa Rossa” restano chiuse. Un’occasione persa per Total che avrebbe potuto dimostrare un maggiore rispetto per il pluralismo, il confronto e la libertà di opinione.

Alessandra Congedo

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