Ilva, Taranto Lider: Bondi, manager con licenza di uccidere per salvare i conti?

Si avete letto bene, un piano che ricalcola tempi e azioni. Un’AIA che andrebbe revocata immediatamente, verrà sostanzialmente ancor più annacquata nei tempi e nei modi. Ma del resto se un Ministro dichiara che “Bondi, e’ una garanzia”, e ancora di aver “preso il più bravo giocatore sul mercato” per salvare “una ricchezza del Paese” come l’Ilva di Taranto che “va salvata a tutti i costi”, perché “il contrario non crea solo un problema occupazionale e un problema economico per il nostro Paese, perché ne risentirebbe tutto il settore della meccanica – prosegue il ministro- ma non risolverebbe e anzi aggraverebbe il problema ambientale perché non ci sarebbero risorse per risanare un sito di quelle dimensioni”, cosa potevamo aspettarci?
Ricordiamo al Ministro che neppure ILVA Spa ha le risorse economiche, oltre le intenzioni, per risanare, visti i 2.9 miliardi di debiti. Dove troveranno i 3.5 miliardi per un presunto risanamento ed i restanti denari necessari per le bonifiche? Ma c’è Bondi al timone ora della fabbrica ed egli ha gestito aziende finite poi quasi tutte all’estero…a buon intenditore poche parole. Una cosa è certa, il consigliere di Mario Monti, è un uomo di sistema, di quel sistema delle banche che gioca ancora al risiko industriale a spese di cittadini e lavoratori. Non staremo a guardar morire i nostri concittadini ed i nostri operai, siatene certi. Impediremo con tutte le nostre forze che l’economia tarantina rimanga dipendente dalle dinamiche incoscienti e criminali del polo siderurgico, che è, a parere nostro, ostacolo dello sviluppo locale, una cattedrale che desertifica.
Comunicato stampa di Comitato Taranto “LIDER”
