Chernobyl, scatti dall’inferno – Massimiliano Squillace

Guardare le immagini e leggere le parole di Massimiliano Squillace su Pripyat, la città abbandonata a 2 km dalla centrale di Chernobyl, porta a riflettere, più di qualunque dibattito o di qualunque analisi. Fa sentire sulla pelle l’orrore. Chernobyl non è un dato statistico su cui dissertare; è uno tsunami che ha cancellato per sempre migliaia di vite e altrettante ne ha segnate per sempre” (Filippo Penati).

Alle 1.26 della notte del 26 Aprile 1986 la centrale nucleare di Chernobyl, costituita da 4 reattori realizzati tra gli anni ‘70 e ‘80, esplode lanciando nell’atmosfera 20 milioni di Curie di materiali radioattivi.

La nube tossica raggiunge dapprima i Paesi scandinavi, poi il resto d’Europa, con il governo sovietico che comunica solo con colpevole ritardo l’immane tragedia verificatasi a Pripjat, dove vivevano circa 50.000 persone. Che cosa ne è, oggi, di Chernobyl?

Questo volume è il racconto di un viaggio di quasi un “dopoguerra nucleare”. Decine di splendide foto e un testo scritto con uno stile rapido e asciutto, da fotoreporter che si occupa di musica, documentano che cosa è rimasto di Chernobyl, e dei nostri peggiori incubi, 5 lustri dopo.

Info: www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=139; caterina.falomo@infinitoedizioni.it

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