TARANTO – Quindicesimo giorno fuori dall’ Ilva. Quindici giorni di silenzio. Sono Marco Zanframundo. Scrivo due righe per dirvi che più che fuori dal comune questa vicenda non ha avuto alcun significato per le persone che vivono la loro vita con il “ce me ne futt a me”. Questa sarà la mia ennesima battaglia solitaria, a parte i pochi amici che un giorno si e l’altro pure mi chiamano per sapere come va. Dopotutto non si può pretendere molto dagli operai/colleghi. Loro hanno problemi, mutui, prestiti, figli da sfamare… loro sono da capire si. Non è vittimismo quello che esprimo è solo campanilismo. Per dire a tutti di aprire gli occhi ma, soprattutto, la mente perché c’è più di qualcuno che l’ha fatto da tempo. Personalmente combatterò fino alla fine per rompere quel sistema e fare in modo che noi matricole diventiamo uomini in ogni dove, perché la vita deve essere vissuta da protagonisti e non da schiavi. Onorato ed orgoglioso di avere amici #fuoridalcomune.
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