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Un faraone rivoluzionario, una città nel deserto e una leggenda che si tramanda

Un faraone rivoluzionario – istockphoto – InchiostroVerde.it

Amarna: la città perduta  e dimenticata dal tempo. Una nuova scoperta ha cambiato la sua storia tramandata erroneamente.

Nel XIV secolo a.C., il faraone Akhenaton, inizialmente conosciuto come Amenhotep IV, face un cambiamento importante alla religione dell’antico Egitto abbandonando il culto di molti dèi in favore di Aton, il dio sole.

Per simboleggiare questa svolta radicale, fondò una nuova capitale in mezzo al deserto: Akhetaton, oggi conosciuta come Amarna.

Per circa vent’anni, la città visse un periodo di grande prosperità religiosa e politica, ma fu abbandonata poco dopo la morte del faraone. Nessuno visse più in quel luogo, come se qualcosa li avesse allontanati in modo forzato.

Per lungo tempo, una delle ipotesi più accreditate fu che una pestilenza, una malattia contagiosa e diffusa, avesse decimato la popolazione, costringendo i superstiti a fuggire rapidamente. Solo una malattia incurabile può rendere una città un fantasma.

Nuove scoperte: nessuna fuga improvvisa, nessuna strage

Le ultime ricerche archeologiche, però, hanno rivoluzionato questa teoria. Il dibattito era focalizzato su  una pestilenza talmente grave da spingere alla fuga o una strage di cui però non vi erano tracce. Un’équipe guidata dalle archeologhe Gretchen Dabbs e Anna Stevens ha studiato quasi 900 sepolture ritrovate in quattro cimiteri nei pressi di Amarna.

I resti mostrano segni di stress fisico, malnutrizione e condizioni di vita dure, ma nessun picco improvviso di mortalità che possa far pensare a una catastrofe epidemica. Solo sette casi sospetti di malattie infettive, come la tubercolosi, sono stati identificati. Inoltre, la cura con cui i corpi sono sepolti, spesso accompagnati da oggetti personali, tessuti e bare, esclude anche l’ipotesi di una fuga caotica o di sepolture d’emergenza tipiche di una crisi sanitaria.

Un città perduta – Istockphoto – InchiostroVerde.it

Un addio ordinato: il lento tramonto di Akhetaton

Il dettaglio forse più sorprendente è che l’abbandono della città non fu improvviso né disorganizzato. I segni di un trasferimento pianificato sono evidenti: gli abitanti portarono via beni e oggetti di valore e non ci sono tracce di panico o di abbandoni affrettati.

Anche la composizione della popolazione e l’aspettativa di vita rilevate dai resti scheletrici sono compatibili con un declino graduale, non con una tragedia improvvisa. Tutti questi elementi suggeriscono che Akhetaton fu lasciata per ragioni politiche o religiose. Probabilmente legate alla morte del faraone e alla restaurazione del culto tradizionale e non per colpa di una misteriosa pestilenza. La storia di Amarna, quindi, non è quella di una città fuggita da una malattia, ma di una rivoluzione fallita tornata nell’ombra.

Ilaria Lando

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