“Non si può fare impresa se non c’è cultura, anche in una situazione di crisi come quella che vive Taranto”. Il territorio, il contenuto locale, l’innovazione, l’internazionalizzazione sono elementi che muovono il mercato e quindi il business. E la cultura del mare a Taranto – come ha dichiarato il presidente dello Ionian Shipping Consortium, Rinaldo Melucci – muoverebbe il business legato al porto, che rappresenta a sua volta uno degli asset principali di questa città. Per parlare di blue economy, nuovi mercati e sviluppo sostenibile l’appuntamento è per giovedì 15 e venerdì 16 settembre al Castello Aragonese di Taranto. “Ionian Shipping Days” è la due giorni dedicata alla portualità, al commercio marittimo, alla formazione. La seconda edizione dell’evento è stata presentata questa mattina in conferenza stampa (qui il programma completo: www.ionianshippingdays.it). Per progettare il futuro del porto non bastano i grandi player come Ilva, Eni o Cementir ma – ha proseguito Melucci – serve fare rete tra le imprese e formazione per elevare le professionalità del settore.
“Abbiamo bisogno di vendere la nostra città, di venderla bene e di venderla all’estero. A cominciare dal porto. Per farlo – ha spiegato Melucci – occorre inserirsi nelle dinamiche di mercato che prevedono l’approfondimento dei temi che andremo ad affrontare”. Il primo: “Il porto di Taranto. Sicurezza, shipping e nuovi mercati”. Il secondo: “Oli & gas. Prospettive di sviluppo sostenibile per Taranto”. Al netto delle difficoltà delle imprese a dialogare con le associazioni di settore, la “crisi ci ha consegnato, a cominciare dalle autorità portuali, uno scenario nel quale il contenuto locale è molto importante ma ugualmente – ha poi aggiunto – occorre sprovincializzarsi”. Saranno diversi infatti gli operatori internazionali che interverranno allo “Ionian Shipping Days” e questo dovrebbe permettere di parlare del porto di Taranto non solo come scalo commerciale ma anche passeggeri, quindi farne una rotta attiva, regolare e produttiva a livello turistico. “Dimostriamo al mercato che Taranto c’è ed è un’alternativa valida”. Un altro obiettivo su cui punta la due giorni di studi organizzata dallo “Ionian Shipping Consortium è ragionare sulla possibilità di “creare un distretto di logistica del settore energetico” all’interno del porto.
“Ionian Shipping Days” – #ISD16 – è una possibilità anche per i più giovani. Grazie all’accordo con l’Università degli Studi di Bari, saranno premiati nel corso del convegno, il 15 settembre, con tre borse di studio i laureati Kukaj Ermal, primo classificato, con la tesi in “National Maritime single window prototipo arges ed evoluzione del Pcs nei porti italiani”; Eva Mongelli, seconda classificata, con la tesi “The role of the port of Taranto in the Scandinavian- Mediterranean Core network”. Carla Mellea, terza classificata, con la tesi “Lo status di operatore economico autorizzato”. Infine una menzione di merito è andata a Federica Caracuta, quarta classificata, con la tesi “La safety e la gestione della nave”.
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