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Ilva, privacy violata? Dipendenti presentano querela

TARANTO – Dodici dipendenti Ilva hanno sottoscritto un atto di denuncia-querela per violazione della privacy. Dalle parole, quindi, si è passati ai fatti. Era stato il nostro sito, il 19 novembre scorso, a svelare per primo i retroscena di questa vicenda divulgando i contenuti di un documento che in quei giorni circolava in rete (leggi qui). Si trattava della richiesta di un incontro urgente presentata dall’esecutivo di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm ai Commissari straordinari, alla Direzione Gruppo Risorse Umane e all’Ufficio Rin per esaminare i criteri utilizzati per la pubblicazione dell’elenco delle procedure di insinuazione al passivo dell’azienda sul sito web www.gruppoilvainas.it.

Questo il sospetto avanzato nel documento:  la  procedura utilizzata poteva essere considerata lesiva della privacy dei soggetti interessati in quanto gli stessi, in possesso delle credenziali di accesso sulla propria posizione, hanno la possibilità di visualizzare e consultare la documentazione personale (CU2015, documento di riconoscimento, cedolini paga) di ogni dipendente. L’incontro era chiesto urgentemente per procedere alla risoluzione in via celere dell’imbarazzante problema. Qualche dipendente, appresa la notizia, aveva già valutato la possibilità di ricorrere ad una querela per violazione della privacy anche se l’azienda aveva provato a spegnere sul nascere la polemica affermando di non aver commesso alcuna violazione (leggi qui).  Oggi, però, la denuncia alla Procura della Repubblica è arrivata attraverso l’avvocato Ylenja Lucaselli che ha presentato l’atto alla Questura di Taranto. I dettagli dell’iniziativa legale sono stati spiegati questa mattina, davanti alla sede del Tribunale, in via Marche, alla presenza dell’europarlamentare Rosa D’Amato (M5S) e di Aldo Schiedi, dipendente Ilva, tra i sottoscrittori della denuncia.

«Nel sito del Gruppo Ilva in Amministrazione straordinaria sono finite le fotocopie delle carte d’identità dei dipendenti, codici fiscali e buste paga con relativi codici Iban, oltre alla Pec relativa alla sigla sindacale di cui ci si è avvalsi per presentare la documentazione – ha spiegato Schiedi – mi sono accorto di ciò personalmente, dopo aver fatto accesso al sito, e mi sono subito preoccupato. Da allora è iniziato il percorso che oggi ci  ha portato alla denuncia insieme ad altri colleghi. Ci sembra strano che sia stata commessa la superficialità di caricare dati sensibili che sono consultabili da tutti coloro che si sono insinuati nel passivo dell’azienda. Con questo atto vogliamo avere quei chiarimenti che ancora non abbiamo ricevuto». L’avvocato Lucaselli ha fatto notare che ai dipendenti Ilva non è stato richiesto alcun consenso per divulgare tali dati. Il prossimo passo dovrebbe essere il coinvolgimento del Garante della Privacy a cui sarà comunicata la denuncia odiena.

Con l’europarlamentare Rosa D’Amato si è toccato un altro tema caldo di stretta attualità: la possibile apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Ue nei confronti dell’Italia per aiuti di Stato all’Ilva: «La Commissione europea si è mossa – ha detto la D’Amato – tra l’altro c’è anche un’altra procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per questioni ambientali che va di pari passo. C’è un’azienda che continua ad inquinare, che risulta fallimentare ed opera in un mercato in cui l’acciaio non si vende più; è normale che Bruxelles tenga gli occhi aperti. I soldi per l’Ilva, secondo noi, sono veri  e propri aiuti di Stato. Stiamo assistendo ad una privatizzazione bis dopo quella del 1995, ma mentre allora noi tarantini eravamo dormienti, oggi c’è una maggiore coscienza e consapevolezza delle nostre potenzialità. Pretendiamo, quindi, un futuro diverso, anche se la politica locale continua ad essere dormiente e ad avallare le scelte del Governo contro la città». Infine, un cenno al bando per la cessione dell’Ilva, pubblicato oggi dopo la firma del relativo decreto da parte del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi: «Si perde ancora tempo e si tarpano le ali ad un’intera città. La cordata secondo noi già c’è ed il bando è fatto su misura per qualcuno. Ma l’Ilva non ha futuro».

Alessandra Congedo

 

 

 

 

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