Poniamo il quesito oggi non solo alle autorità cittadine e sanitarie, ma anche alle istituzioni e alla cittadinanza stessa che queste sostanze deve inalarle ogni ora a causa della sua permanenza in città. Gli IPA sono cancerogeni e, secondo ARPA, provengono dall’ILVA per il 99% delle emissioni totali locali. Stamattina per via delle condizioni meteo (vento da nord-ovest, ossia dall’area industriale) gli IPA alle 7.00 di mattina hanno superato la soglia di 100 nanogrammi a metro cubo. Era l’ora in cui i le famiglie aprivano le finestre per ‘cambiare l’aria’ e i genitori preparavano i figli per andare, di lì a poco, a scuola e i più fortunati a lavoro, magari fuori città. In classe i figli entreranno e apriranno le finestre… anche lì per ‘cambiare l’aria’.
Peacelink oggi ci ha fatto notare una cosa semplicissima: si poteva vedere dalle previsioni meteo che oggi il vento alle ore 12.00 avrebbe cambiato direzione e vi sarebbe stato molto probabilmente un crollo degli IPA. Ma nessuno a Taranto avvisa i cittadini sui comportamenti da adottare. Consultare le previsioni meteo e avvisare la popolazione sui comportamenti migliori da adottare per ridurre i danni, non è poi così difficile.
Sostenendo la proposta di Peacelink, chiediamo alle istituzioni tarantine di applicare la trasparenza amministrativa, anche per lanciare l’allerta IPA e di creare un sistema di “Wind Days per i cittadini” in modo da avvisarli quando si prevedono picchi di aria cancerogena. Trasparenza vuol dire anche informazione facilmente raggiungibile sui rischi per la salute riguardo all’alimentazione e l’assunzione di cibi ad alto rischio di bio-accumulo di sostanze cancerogene che in questi luoghi sono maggiormente presenti.
Ma quando a Taranto l’aria cambierà davvero? Siamo consapevoli del fatto che la Regione Puglia e il Comune di Taranto, in linea con il Governo nazionale sono in attesa di comprendere come risolvere il difficile connubio tra salute e occupazione a Taranto, ma siamo soprattutto preoccupati per i tempi in cui queste conclusioni diverranno scelte opportunamente mirate a risolvere la questione sanitaria derivante dai danni ambientali che l’azienda potrebbe ancora produrre per anni in assenza dell’attuazione delle prescrizioni AIA. Non riteniamo completo il sistema dei Wind Days attuale. Tale sistema avvisa solo l’ILVA: vogliamo anche che si avvisino i cittadini.
Vincenzo Fornaro – Co-portavoce dei Verdi Provincia di Taranto
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