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Vertenza Marcegaglia, adesso tocca alla Regione Puglia

TARANTO – Il “bluff” della Otlec, durato “otto mesi”, è stato lo “schiaffo morale” che ha portato i lavoratori ex Marcegaglia Buildtech all’ “esasperazione” e alla protesta. L’ultima, in ordine di tempo, in questa corsa contro il tempo, è arrivata sui tetti del capannone che svetta nella zona industriale di Taranto. La Otlec, l’azienda di Torino individuata dal Ministero dello Sviluppo per rilanciare il sito dismesso e salvare l’occupazione, aveva deciso di rinunciare all’investimento gettando nella “disperazione” gli 84 lavoratori che adesso rischiano drammaticamente il licenziamento.

La cassa integrazione per cessata attività scadrà il 15 novembre. Dunque, il tentativo dei sindacati sarà quello di ottenere dalla Regione Puglia e dal Mise un altro anno di ammortizzatori sociali, e “questa cosa si può fare” perché Taranto è un’ “area di crisi industriale complessa”. Lo ha detto Piero Berrettini della Fim Cisl al termine dell’assemblea pubblica – pubblica nelle intenzioni, almeno, visto che la proprietà non ha consentito l’accesso ai giornalisti in azienda e aveva “diffidato” i parlamentari dal farlo – tra lavoratori, sindacati (Fim-Fiom-Uilm), parlamentari ionici e consiglieri regionali e comunali.

«Chiederemo subito un incontro alla Regione» perché il tempo stringe e la vertenza è dannatamente «complessa». Donato Pentassuglia, presente all’incontro, parlando di ammortizzatori sociali ha spiegato che «lunedì mattina è pronto a convocare d’urgenza la commissione Sviluppo economico per mettere in cantiere una proposta», che possa essere condivisa anche dai sindacati. La Regione non dovrebbe però abbandonare la strada dello «scouting, perché – ammette Pentassuglia – ci sono tanti indicatori che ci fanno ben sperare» per offrire «una prospettiva seria e concreta ai lavoratori». Lavoratori che temono di perdere tutto.

«La cassa integrazione in deroga presso la Regione Puglia, con il Mise che certifichi la causale della crisi» è la prospettiva indicata da Ludovico Vico e Michele Pelillo, deputati del Pd. Pelillo ha parlato di «sufficienti possibilità di risoluzione». Con loro anche Donatella Duranti, deputata di Sel, che fuori dai cancelli della fabbrica non ha risparmiato critiche, soprattutto al governo. «La responsabilità è di Marcegaglia che ha dismesso un’attività fondamentale per un territorio come il nostro. Ora bisogna garantire a questi lavoratori di mantenere un aggancio con il posto di lavoro. Ci sono difficoltà che derivano dalle nuove norme del governo, dal jobs act ai cambiamenti sulla cassa integrazione in deroga». C’è moderato ottimismo, nonostante tutto, ma è sul futuro, oltre la cassa integrazione, oltre gli spiragli, che restano le incognite più preoccupanti. I lavoratori chiedono di ritornare a lavorare, «è da questo punto che occorre partire».

Nicola Sammali per InchiostroVerde

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