Secondo gli accordi stipulati con la Boeing, vanno consegnate al colosso statunitense 12 coppie di fusoliere al mese (nella fine del 2013 si passò da 7 a 10 coppie al mese): nel mese di gennaio e febbraio però, dallo stabilimento grottagliese ne soltanto uscite 19, 8 a gennaio ed 11 a febbraio. Inoltre, all’appello ne mancano altre 13 che l’azienda non è riuscita a consegnare nel 2014. Proprio ad inizia marzo infatti, anche se in forma “ufficiosa”, ai vertici dell’Alenia di Grottaglie giunse una lettera “di stato di crisi” dalla Boeing, in cui in pratica si intimava all’azienda di consegnare 12 coppie di fusoliere nel mese di marzo, per rimettersi “al passo” con gli accordi previsti. Per fare questo, pare che l’Alenia avesse inizialmente intenzione di esternalizzare alcuni lavori dell’area montaggio, portando altre ditte all’interno del sito in modo da affiancare il personale presente per recuperare il ritardo accumulato. Inoltre, sempre ad inizio marzo giunse altro personale: capisquadra dagli stabilimenti Alenia di Capodichino e di Foggia.
Da quanto trapelato dall’incontro di ieri, pare che il discorso di ulteriori esternalizzazioni sia stato al momento accantonato. Si è infatti discusso un piano di recupero, che prevede la consegna di 13 fusoliere nei mesi di marzo ed aprile, 12 nel mese di maggio e 8 in quello di agosto: secondo questi calcoli il sito grottagliese riuscirebbe a recuperare il gap maturato. Per far questo l’azienda avrebbe in cantiere nuovi investimenti, in particolare l’implementazione di altri due bracci/scali nel reparto completion, che attualmente viene definita la celle più inefficiente: secondo l’azienda ciò basterebbe a recuperare il ritardo in fatto di produttività.
Inoltre, l’azienda avrebbe manifestato l’intenzione di mantenere il processo di controllo e qualità all’interno del sito, evitando di affidarlo a ditte esterne, sempre restando ferma la supervisione dei tecnici della Boeing presenti da sempre all’interno del sito grottagliese. L’incontro di ieri è inoltre servito per ristabilire una certa serenità di confronto e di dialogo tra azienda e sindacati che ultimamente è venuta meno. In molti, nella giornata di giovedì, hanno salutato con favore l’arrivo come nuovo amministratore delegato dell’azienda di Filippo Bagnato. Che nei progetti del piano industriale dell’ad di Finmeccanica Moretti, prevede che la controllata Alenia Aermacchi passi dall’essere una “spa” ad una divisione di Finmeccanica stessa.
Un passaggio poco chiaro e che andrà di fatto approfondito sin dai prossimi incontri, visto che soprattutto gli stabilimenti di Foggia e Grottaglie sono legati a doppio filo al progetto “B 787”. In molti infatti, hanno visto in questa operazione l’ennesima conferma di ciò che si vocifera da mesi: ovvero la possibilità che Finmeccanica ceda l’Alenia Aermacchi alla Boeing. Secondo le previsioni del piano industriale di Moretti, in termini di volumi della produzione, nel 2015 è prevista una flessione rispetto al 2014 per il previsto trasferimento di pacchetti di lavoro a Boeing nell’ambito degli accordi sul programma B787. Del resto, negli ultimi mesi sono stati esternalizzati alla società diversi settori, per un ammontare pari a 300 milioni di euro.
Tra l’altro a fine febbraio, i sindacati avevano incontrato il management di Finmeccanica per discutere sui risultati preliminari del 2014, ed in merito al programma 787 era stato detto che lo stesso necessita di ulteriori forti e urgenti interventi per recuperare non solo la marginalità del programma ma soprattutto l’efficienza e la produttività di alcune fasi del processo che a tutt’oggi registrano difficoltà che se non risolte rischiano di far fallire l’intero programma portando con se pesanti rischi occupazionali ma non solo. Per il 787, l’allerta è stata giudicata massima e necessita di interventi perché “è un programma che non si può perdere” avevano dichiarato i sindacati quel giorno. Sostenendo che “l’azienda ci ha detto che nel 2015 deve diventare profittevole”.
Infine, tornando alla situazione dell’Alenia di Grottaglie, per quanto riguarda le ditte dell’appalto la “Tecnomessapia” e la “Tecnomessapia 2” che impiegano 210 lavoratori, avranno commesse sino a giugno. Pare infatti che proprio quel mese sarà decisivo per conoscere il futuro dell’azienda, in particolar modo per le ditte dell’indotto e per tutti quei lavoratori che lavorano in Alenia ma sono assunti con contratti interinali con l’agenzia Quanta. Insomma, il futuro dell’azienda è ancora tutto da scrivere.
Gianmario Leone
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