«Il nuovo piano paesaggistico territoriale pugliese – commentano Francesco Tarantini e Domenico Delle Foglie, rispettivamente presidente e responsabile urbanistica di Legambiente Puglia – costituisce un’innovazione migliorativa nel panorama della pianificazione nazionale, non soltanto perché è il primo piano paesaggistico regionale che rispetta i requisiti stabiliti dal Codice dei beni culturali del 2004, ma soprattutto perché la Regione Puglia non si è limitata ad adeguare i propri strumenti di pianificazione al nuovo quadro normativo, ma s’è sforzata di comprendere ed applicare appieno lo spirito dell’importante mutazione culturale che il Codice ha a sua volta recepito dalla Convenzione Europea del Paesaggio».
È così che è nata un’equilibrata combinazione di conservazione ed innovazione che, secondo Legambiente, potrà costituire una delle più importanti basi su cui costruire il futuro della Puglia. Attraverso il perseguimento ed il raggiungimento degli obiettivi di qualità paesaggistica che sono stati indicati dal piano – ossia attraverso la tutela, la valorizzazione, il recupero e la riqualificazione e rigenerazione delle aree in condizioni critiche – ci si potrà prendere cura delle città e dei territori puntando ad una crescita della qualità e non delle quantità.
«Questo insieme di azioni – aggiungono Tarantini e Delle Foglie – potrà avere i suoi effetti soltanto se tutti gli attori – amministratori, tecnici, committenti ed esecutori – sapranno fare la loro parte adottando un approccio al territorio che tenga conto di nuovi valori paesaggistici, a partire dalla riduzione del consumo di suolo. I risultati delle vecchie politiche urbanistiche sono sotto gli occhi di tutti: città degradate, campagne violentate, coste cementificate. Serve un cambio di rotta e il PPTR ci indirizza nella direzione della sostenibilità, accrescendo, nel frattempo, la trasparenza dei processi di definizione delle scelte di governo del territorio. Dobbiamo acquisire consapevolezza di quest’innovazione e, rimboccandoci le maniche, partecipare alla “costruzione sociale del paesaggio”, ossia a quel processo olistico previsto dal PPTR che permette di contribuire attivamente alla definizione della sua fase attuativa. Legambiente è pronta a fare la sua parte, e s’impegna fin d’ora a contribuire a far crescere la cultura del paesaggio nella nostra regione e ad attuare azioni concrete finalizzate a tutelare o a migliorare le qualità paesaggistiche dei nostri territori».
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