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Teleperformance, Prc Taranto: solidarietà ai lavoratori

Ancora una volta le operatrici e gli operatori di Teleperformance, rischiano di perdere il posto di lavoro. L’azienda, con lo scadere dell’accordo sindacale del 2013 a giugno, minaccia circa 2000 licenziamenti per il lavoratori addetti, e oltre 1400 per i lavoratori a progetto. Ecco i primi effetti del Jobs Act di Renzi, che in combinato con la legge di stabilità, aumenta il costo del lavoro del 12%. Causa di questa situazione è però anche, nonostante quello dei Call Center, sia un settore in crescita, sia in termini di fatturato che di addetti, la mancanza di regolamentazione degli appalti ha creato una competizione sleale sul mercato.

I lavoratori, infatti, sono alla totale mercé di un sistema che permette che le commesse vengano tolte ed assegnate su criteri che esulano totalmente dal fattore lavoro. In questi anni la regolarizzazione e la stabilizzazione dei precari nel settore in-bound (ovvero i call center che ricevono le chiamate) sono state barattate dai governi con incentivi alle imprese; ciò ha prodotto una proliferazione di unità e la frammentazione del settore. Finiti però gli incentivi, le aziende hanno preso a scaricare il loro rischio d’impresa sui lavoratori attraverso esternalizzazioni, appalti, subappalti (nel migliore dei casi), sino ad arrivare alla delocalizzazione.

Oggi il Governo deve confrontarsi con le paure di questi migliaia di lavoratori, paure che non si possono risolvere con un hashtag o con un selfie. Per portare il terrificante dato italiano a livelli accettabili ci voglio fatti concreti e decisioni coraggiose, in linea con quanto avvenuto nel resto d’Europa. L’attuale condizione degli operatori e operatrici di call center è inaccettabile e dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che non è più rinviabile in Italia una norma che garantisca i lavoratori nei cambi di appalto (in ottemperanza della Direttiva Europea la direttiva n. 23/2001) e che, una buona volta, tolga i lavoratori dalla tenaglia del costante gioco a ribasso dei committenti e dalla sfrenata ricerca di profitti di certi imprenditori. La Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, sostiene la vertenza e le rivendicazioni delle lavoratrici e lavoratori del settore ed è pronta a sostenere la lotta con iniziative politiche. E’ ora di dire basta allo sfruttamento e rivendicare diritti, tutele e maggiore dignità. I lavoratori sono esseri umani, non schiavi.

Remo Pezzuto, Segretario Provinciale Prc Taranto
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