“Domani (oggi per chi legge) pomeriggio – dichiara Oronzo Fiorino della FILT Cgil – presenteremo alla TCT le nostre richieste. Innanzitutto chiederemo che i lavori di manutenzioni alle gru del terminal presenti sulla banchina del molo polisettoriale, avvengano in tempi certi e quanto più celeri possibile. E chiederemo soprattutto che i lavori terminino prima della conclusione di quelli previsti alla banchina del molo polisettoriale”.
Come si ricorderà infatti, l’incontro odierno era stato richiesto dai sindacati dopo che gli stessi appresero la scorsa settimana del presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, della volontà del concessionario Taranto Container Terminal di interrompere entro i prossimi 40 giorni ogni operatività sulla banchina del molo polisettoriale, motivando la decisione appunto con la necessità di effettuare lavori di “revamping” delle gru. Una decisione, quella di TCT, che non è affatto piaciuta ai sindacati, che l’hanno giudicata “in completo dispregio degli accordi precedentemente assunti e del nostro territorio”. Inoltre i sindacati giudicano non veritiera la versione secondo cui i futuri lavori per i dragaggi impediscano del tutto la possibilità di continuare il traffico merci. “Le navi che arrivano ancora oggi al molo polisettoriale – ricorda Fiorino della FILT Cgil – non hanno problemi con gli attuali 15,50 metri di profondità dei fondali più profondi: dunque non ha senso interrompere del tutto il traffico merci. Si può sicuramente raggiungere un accordo tra le parti”. Un verbale d’intesa che dovrà contenere un vero e proprio piano industriale, che i sindacati hanno già fatto presente ieri al presidente dell’Autorità Portuale, dovrà essere sottoscritto in Prefettura, oltre che dalle parti interessate, anche dal Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali (DISET) della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Quest’oggi inoltre, si tenterà di capire se saranno effettivamente dirottate al Pireo le ultime due linee rimaste facenti capo alla società taiwanese Evergreen (visto che non è chiaro se si tratta solo delle “navi madri” della linea UAM o anche dei feeder). Le prime quattro linee furono dirottate nel porto greco nel settembre 2011, cosa che comportò un crollo nel traffico merci dello scalo ionico. Secondo i sindacati infatti, Evergreen toglierà il porto dalla rotazione giramondo UAM, che scala in westbound (diretto ad Ovest) Tacoma, Vancouver, Tokyo, Osaka, Pusan, Quingdao, Shanghai, Ningbo, Kaohsiung, Shekpu, Yantan, Colombo, Ashdod, Alessandria d’Egitto, Taranto, Koper, Rijeka e Trieste, per poi proseguire in eastbound (diretto ad Est) toccando Taranto, Colombo, Tanjung Palepas, Kaohsiung, Hong Kong, Yantan, Shanghai, Ningbo e Tacoma. Né si hanno invece notizie sulle linee feeder Evergreen che toccano Taranto, ossia l’Adriatic Levant Services, la Greece-Turkey Service e l’Adriatic Feeder Service. Per questo i sindacati di categoria dei trasporti di Taranto hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il Comparto Marittimo-portuale. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno infatti segnalato che “sui siti web istituzionali della Compagnia di navigazione Evergreen sono state aggiornate le programmazioni delle linee oceaniche, che vedono Taranto del tutto esclusa dai porti toccati e conseguentemente nessuna linea oceanica farà più scalo a Taranto a partire dal 21 settembre”.
Con l’Autorità Portuale che ha accettato la richiesta della convocazione urgente di un Comitato Portuale monotematico, che si svolgerà lunedì 15 settembre, avente ad oggetto la “Revoca o decadenza della concessione ex art.18 L.84/94 della Taranto Container Terminal”, qualora non ci dovesse essere una marcia indietro da parte di TCT ed Evergreen. Tra l’altro, è bene sempre tenere a mente che sia TCT che Evergreen sottoscrissero l’accordo per il rilancio del porto di Taranto attraverso il traffico container, sottoscritto a Roma il 24 luglio 2012, e quello del 26 luglio 2012 sulle bonifiche e i lavori previsto per lo scalo ionico. Dove TCT è impegnata per investimenti pari a quasi 8 milioni di euro.
Restano sui carboni ardenti i lavoratori della TCT (538 unità sono da due anni in cassa integrazione a rotazione e lo resteranno sino alla fine del 2015), così come gli operatori portuali (trasportatori, agenzie marittime e spedizionieri): questo pomeriggio, si spera, le carte saranno definitivamente scoperte.
Gianmario Leone (TarantoOggi, 09.09.2014)
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