“Vediamo un po’: passi sotto un carroponte? Ti cade una trave in testa. Stai manovrando una gru? E questa magicamente si spezza. Sei ovviamente solo su di un carro ferroviario? Ovviamente durante una manovra vieni schiacciato. Stai manovrando un’altra gru? Che senso avrebbe se si spezzasse solo la precedente se a questa non cascasse la cabina? Cammini su una passerella? Ma volete che non sfondi? Oddio, che altro c’è? Ah si, tumori, ne abbiamo per tutti i gusti: alla tiroide, ai polmoni, al pancreas, alla vescica e chi più ne ha più ne metta, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Sinceramente? Siamo stufi. Siamo stufi di recarci ogni giorno a lavoro sapendo di non vivere in questo ambiente serenamente. Siamo stufi di avere paura. E siamo stufi di continuare inesorabilmente a piangere i morti. I nostri morti. I vostri morti. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, è il nostro (ex) collega Stefano Delliponti. Lo avevate dimenticato? Si, è proprio lui. Quel collega che avrebbe – e che in effetti ha – dovuto sostenere un costosissimo intervento negli Stati Uniti e per il quale ci fu, nel mese di giugno, una raccolta ore segnata da vomitevoli polemiche. Ebbene si, è morto. Siamo davvero sicuri di volere questo? Essere testimoni impassibili di nefandezze che ci vengono continuamente perpetrate? Ogni morte di ogni nostro collega vuol dire la distruzione sistematica di più vite contemporaneamente – si pensi non solo a chi muore ma anche a tutta la famiglia, il nucleo degli amici e dei colleghi. Riflettete sul fatto che nessuno di noi è immune alla malattia o all’infortunio mortale sul lavoro, e che ognuno di noi ha mogli, figli, madri, padri, fratelli, sorelle e amici di cui occuparsi.
Vogliate perdonare questo continuo porre domande, ma è sintomatico del dubbio che ci assale quando vediamo la poca o nulla partecipazione di coloro che sono i diretti interessati a pretendere salute e sicurezza sui posti di lavoro. Bisogna smetterla di chinare la testa ed essere servili, bisogna smetterla con questo clima omertoso che pervade la fabbrica di cui tutte le ingiustizie ne sono diretta conseguenza. Slai Cobas è anni che lo grida ad alta voce e continua a ribadirlo tutt’oggi ancora più forte. Siamo per un programma specifico per ogni reparto che metta avanti la sicurezza e salute dei lavoratori piuttosto che il profitto, e per visite specialistiche in strutture pubbliche per ogni lavoratore.
L’assemblea che si terrà sabato 11 alle 9.30 alla Biblioteca Comunale Piazzale Bestat, alla quale siete tutti invitati, verterà anche su questo, e cioè, torniamo a ribadirlo per l’ennesima volta, sulla salute e sicurezza sui posti di lavoro, oltre che sul processo Riva. Parteciperà l’avvocato Bonetto dei processi ThyssenKrupp ed Eternit di Torino, e sarà un’ulteriore occasione per ricordare i nomi di Stefano, Ciro, Francesco, Claudio e tutti coloro i quali ormai non ci sono più, morti per portare a casa uno stipendio – ricordiamolo – ridicolo in confronto agli enormi guadagni che anche loro hanno contribuito a recare a quest’azienda. Veri eroi che i mass media pilotati dai poteri forti tendono a cancellare troppo in fretta dalla memoria collettiva”.
Slai Cobas per il sindacato di classe Ilva Taranto
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