Voci narranti hanno illustrato ventuno pensieri affidati a ventuno tele che hanno “interpretato” i versi della canzone omonima, pensieri sentiti da una città che rivendica il proprio sacrosanto diritto di esistere e di interrompere la spirale di malattia, morte e impoverimento indotto che poco ha a che fare con quella che possiamo considerare, senza possibilità di smentita, la culla della civiltà classica. Al di là del muro del pianto disegnato e propinato mediaticamente in questi ultimi mesi, esiste dunque una città fiera, per nulla disposta ad accettare tacitamente questo stato di cose e che vede nella propria storia millenaria, nella propria cultura e nelle proprie risorse naturali, il punto di forza dal quale riprogettarsi.
Al termine della rappresentazione, le venti tele (dimensioni: 120×80 cm) sono state donate all’Università (donazione approvata dal Consiglio del Dipartimento Ionico “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo”). Le tele sono state affisse all’interno dell’Aula Magna della facoltà. L’ufficializzazione della donazione avverrà alla presenza del Rettore dell’Università degli studi Aldo Moro Corrado Petrocelli.
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