Questa la comunicazione che nel pomeriggio di ieri è apparsa sul sito ufficiale della Regione Puglia. In redazione non è arrivato invito alcuno per partecipare alla conferenza stampa. Come non bastasse, dobbiamo ancora una volta registrare che quando si tratta di affrontare tematiche inerenti lo stato d’inquinamento dell’aria di Taranto, la Regione e i suoi rappresentanti preferiscono affrontare l’argomento al riparo da qualsivoglia critica o contradditorio. Davvero un “bell’esempio” di democrazia, non c’è che dire. L’ennesima mancanza di rispetto nei confronti di questo territorio e dei suoi cittadini. Eppure, è a Taranto e ai tarantini che le istituzioni, anche e soprattutto quelle regionali, dovrebbero rendere conto.
Questa mattina l’assessore regionale Nicastro illustrerà senz’altro i risultati positivi della relazione dell’ARPA pubblicata la scorsa settimana su queste colonne, in merito ai dati sul’inquinamento dell’aria del rione Tamburi. Le centraline di via Machiavelli e di via Archimede, dallo scorso settembre, hanno infatti rilevato “un significativo decremento della concentrazione in aria di una serie di inquinanti. Tale decremento non può non mettersi in connessione con le significative variazioni nelle modalità di esercizio degli impianti Ilva. Si può desumere quindi che le variazioni di gestione, introdotte in seguito alle attività della magistratura e, anche, per l’attivazione del Piano per il risanamento dell’aria promulgato dalla Regione Puglia, hanno diminuito in modo sostanziale le emissioni degli inquinanti dello stabilimento siderurgico, conducendo ad un diminuito impatto sull’ambiente delle aree immediatamente limitrofe”.
Quest’oggi quindi, la Regione Puglia si prenderà il merito di questo miglioramento. Chissà se si farà anche riferimento alla “Relazione preliminare redatta dai tecnici dell’ISPRA” in merito all’ispezione effettuata in Ilva nei giorni 5-6-7 marzo 2013. Nella quale vengono sottolineate diverse inadempienze da parte dell’azienda. Tra le tante, una che riguarda in maniera specifica il “Piano di risanamento” ideato dalla Regione Puglia. Al terzo punto della relazione, viene trattato “l’accertamento di talune violazioni dei limiti emissivi prescritti”. Tra i quali si legge quanto segue: “Rispetto delle prescrizioni emissive per il parametro polveri nel reparto cokefazione (prescrizione 42): le registrazioni rilevano alcuni superamenti del limite di 20 mg/nm3 di concentrazione di polveri per le batterie 9-10 della cokeria con particolare accentuazione al superamento nella giornata di “wind days”, verificatosi il giorno 3 marzo 2013”.
A dimostrazione del fatto che quanto previsto nel piano della Regione, è rimasto un intento soltanto sulla carta. E chissà se domani l’assessore Nicastro ammetterà anche il flop sulla copertura dei nastri trasportatori (l’Ilva ha chiesto una proroga al 2015), intervento che come abbiamo denunciato in passato era stato previsto già nel 2003, ma presente anche negli atti d’intesa del 2006 sottoscritto anche dal presidente Vendola. O se si parlerà delle famose 6 centraline perimetrali per la rilevazioni delle emissioni inquinanti, che la Regione annunciò aver strappato come impegno immediato all’Ilva lo scorso 7 agosto. Per la loro installazione, l’AIA ha dato tempo all’Ilva sino al prossimo 27 aprile. L’Ilva, nella relazione inviata al ministero dell’Ambiente lo scorso 25 gennaio, ha riferito che “le attività sono in corso”.
Inoltre, l’azienda fa sapere di aver emesso l’ordine di acquisto lo scorso 22 ottobre alla ditta ‘Project Automation’. L’azienda ha inoltre fatto sapere di aver richiesto un incontro “con gli organi tecnici interessati per la definizione delle postazioni di monitoraggio”. Nell’ incontro tenuto con ARPA Puglia lo scorso 11 gennaio presso il Dipartimento Provinciale di Taranto, “è stato dato un primo inquadramento delle possibilità di localizzazione delle postazioni di monitoraggio, rimandando per un’analisi di dettaglio ad uno specifico sopralluogo da effettuarsi congiuntamente con la ditta realizzatrice Project Automation”. Dunque, i nostri eroi sono ancora alla ricerca dei punti giusti in cui installare le centraline. Sei giorni dopo l’incontro con l’ARPA, l’Ilva, con una nota comunicava le date possibili “in cui vi è la disponibilità di Project Automation ad effettuare tale sopralluogo”: allo stato attuale “si è in attesa di riscontro da parte di ARPA Puglia”.
Lo scorso 7 agosto, in piena bufera per il sequestro dell’area a caldo, al termine di un vertice in Regione, il governatore Vendola e l’assessore Nicastro sostenevano di aver raggiunto un accordo con l’Ilva proprio su quelle centraline: “sul monitoraggio continuo perimetrale dell’azienda abbiamo fatto un passo in avanti importante. Partiremo dal campionamento perimetrale delle fonti maggiormente inquinanti, con l’installazione di 4-5 centraline lungo il perimetro della fabbrica, per consentire un’attenta valutazione delle fonti di emissione. Ci saranno interventi sulle cokerie, poi nei “wind days”, l’azienda si è impegnata a ridurre del 10% le attività della cokeria. E si proseguirà con la bagnatura dei parchi minerari e con la riduzione della velocità dei veicoli che sollevano polveri, in vista della realizzazione delle colline ecologiche che proteggeranno i quartieri più a ridosso degli impianti”.
Nella relazione dell’ISPRA, in merito alla nuova rete di idranti per la bagnatura dei cumuli (prescrizione n.11), si legge: “ad oggi non risultano iniziati i lavori di esecuzione della rete idrica”. Per quanto riguarda invece la nebulizzazione di acqua (fog cannon) al fine di ridurre le emissioni diffuse dei parchi minerali, Omo, Coke Nord e GRF (prescrizione n.12) si legge: “l’installazione dei primi Fog Cannon avverrà entro giugno 2013 e il suo completamento entro ottobre 2013”: ma la scadenza era prevista per l’ottobre del 2012. Dulcis in fundo, domani avverrà la celebrazione in stabilimento della Santa Messa da parte dell’Arcivescovo di Taranto, S.E. Mons. Filippo Santoro. Alleluia: habemus pax!
G. Leone (TarantoOggi, 26.03.2013)
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