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Eni, incontro fantasma – Ieri presidio dei “liberi e pensanti” davanti alla sede di Confindustria

TARANTO – Dobbiamo ammetterlo: a Taranto, quanto meno, ci si diverte a stare dietro a tutte le stravaganze prodotte in serie da istituzioni, sindacati, grande industria e classe dirigente (o presunta tale). Ieri è stato il turno di Eni e Confindustria: un’accoppiata che già di per sé non promette nulla di buono. Presso la sede tarantina della Confederazione Generale dell’Industria Italiana infatti, era stato convocato per le ore 16 un non meglio precisato “incontro tecnico” sul “Piano investimenti Eni”: il tutto condito dal simpatico slogan “Confindustria Taranto ed ENI insieme per il rilancio del territorio”. La notizia dell’incontro, pur non essendo stata anticipata tramite comunicato stampa come spesso invece avviene, era in bella mostra nella home page del sito ufficiale di Confindustria Taranto ed ha attirato l’attenzione del comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti” che aveva convocato un presidio all’esterno della sede per le 15.30.

Dopo aver avvistato nei bar limitrofi e nella stazione di benzina dell’Eni di viale Virgilio qualche personaggio “sospetto”, una delegazione del comitato è entrato nella sede di Confindustria, presidiata dalla Digos, per chiedere notizie sul misterioso incontro e in caso chiedere di potervi partecipare per conoscere i motivi della riunione. Ovviamente, dopo una serie di goffi tentativi nel tentativo di negare l’esistenza dell’incontro, è stato comunicato ai cittadini che il tutto era stato annullato. Ora: se si voleva mantenere segreta la riunione, non si capisce il perché pubblicizzarla sul sito ufficiale di Confindustria Taranto. Ancora meno si capisce il perché, una volta “scoperti”, l’Eni e l’ente degli industriali tarantini preferisca annullare il tutto pur di non dover rendere conto a semplici cittadini, di cui la stragrande maggioranza ragazzi che vogliono un futuro diverso per questa città, delle loro conversazioni “segrete”. E visti i tanti “timori”, si è anche pensato bene di richiedere l’arrivo in loco delle forze dell’ordine per proteggere il “fortino” da eventuali assalti che ovviamente nessuno aveva intenzione di porre in essere.

Ciò detto, non ci vuole certo la lampada di Aladino per immaginare i temi al centro dell’incontro: il progetto della nuova centrale a turbogas da 120 MW e l’oramai famoso “Tempa Rossa”. Conoscendo il modus operandi di Confindustria, il tutto era stato organizzato per chiedere all’Eni garanzie sulla realizzazione di entrambi i progetti. Ovviamente, garantendo il totale sostegno dell’ente che l’anno scorso arrivò addirittura a manifestare sotto Palazzo di Città a sostengo degli investimenti dell’Eni. Peccato però che oltre a garantire il proprio misero appoggio e sostegno, Confindustria non possa decidere alcunché in merito alla realizzazione degli stessi ed al futuro della città di Taranto. Che certamente non sta a cuore all’Eni, che da sempre ha evitato ogni contatto con il territorio e i suoi abitanti, in perfetto stile colonialista.

E come hanno ricordato anche ieri i ragazzi presenti al presidio, il voler continuare a realizzare progetti fortemente impattanti sul territorio da un punto di vista ambientale, senza peraltro tener conto della volontà della cittadinanza, è una vera e propria “dichiarazione di guerra”. Alla quale tutti i cittadini sono chiamati a rispondere con una “dichiarazione d’amore per la nostra città”: metafora migliore davvero non si poteva scegliere. In ultimo, in vista dell’incontro che prima o poi Confindustria ed Eni svolgeranno, vi invitiamo ad andare sul sito ufficiale di Confindustria Taranto (www.confindustria.ta.it), cliccare sul logo dell’incontro e compilare la “scheda di adesione” per parteciparvi: in futuro, più saremo, meglio sarà. Del resto, l’ultimo slogan dei cittadini liberi e pensanti, conviene proprio su questo: “io non delego, io partecipo”. Il futuro è adesso: o ce lo prendiamo lottando, o lo riscriveranno ancora una volta istituzioni, sindacati, grande industria e poteri forti a nostro totale discapito.

Gianmario Leone (TarantoOggi del 15-11-2012)

 

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