Nonostante ciò, Ferrante ha ribadito che “la nostra linea resta quella del dialogo. Faremo anche più di quanto già concordato per mettere in sicurezza gli impianti e bonificare Taranto. In cambio abbiamo chiesto tempi rapidi per la nuova Aia”. Sempre nella mattinata di ieri, Ferrante ha incontrato all’Ilva i quattro custodi giudiziari, ai quali ha manifestato ampia disponibilità. Facendo chiarezza su quanto avverrà nei prossimi giorni all’interno dell’Ilva: “Saranno i custodi a prendere decisioni sugli impianti sequestrati e a parlarne col gip. Noi dobbiamo rispettare questa procedura. Ilva non ha in questo momento capacità decisionale e di intervento sugli impianti sequestrati. Noi offriremo soluzioni e daremo un nostro parere sulle cose da fare d’accordo con la Regione e con il governo nazionale’”.
Di contro Vendola, dopo aver usato una delle sue solite metafore per definire l’attuale situazione (“incendiare Taranto significa lasciare cenere e macerie”), ha dichiarato che “l’Ilva deve mantenere i propri impegni, renderli nero su bianco nelle prossime ore e consegnare al GIP e ai Pm un cronoprogramma preciso nei tempi di attuazione negli impegni, così come noi dobbiamo continuare a svolgere quello che abbiamo previsto di fare nel protocollo d’intesa con il Governo”. Vendola, che tramite la cabina di regia della Regione dovrà gestire i 336 mln di euro
stanziati nel protocollo d’intesa, prova a gettare acqua sul fuoco, ribadendo che “una situazione complessa come questa merita massimo spirito di mediazione; le opposte fazioni, scatenate le une contro le altre non giovano né alla causa del futuro Ilva, né del diritto alla salute e all’ambiente per Taranto”.
Il cui sindaco Stefàno, dopo aver chiuso con Ordinanza Sindacale gli uffici comunali ad eccezione dei servizi essenziali, per le giornate del oggi e giovedì, con la normale attività amministrativa che riprenderanno venerdì, ha dichiarato che “Taranto ha bisogno di certezze. Abbiamo il diritto di sapere cosa fare per ridurre l’inquinamento e come affrontare i problemi della città. Non dobbiamo dividerci: ma trovare il punto d’incontro tra rispetto dell’ambiente e del lavoro”. Infine sulla decisione del Gip il sindaco resta sul vago: “Noi non giudichiamo l’azione della magistratura, ma temiamo per le conseguenze…”.
Gianmario Leone (Il Manifesto)
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