“Sostenibilità ambientale e made in Italy”: presentata l’indagine della TeDIS

In media il 44,5% delle imprese italiane con un fatturato superiore al milione di euro ha adottato strategie green. E il dato risulta influenzato dalle dimensioni aziendali: il 75% nelle imprese grandi (oltre 50 mln di fatturato) ed il 66,7% nelle medie (tra 10 e 50 mln) adotta strategie green, contro il 40,5% nelle piccole (2-10 mln) e il 38% nelle micro imprese (fatturato 1-2 mln). È questo uno dei principali dati che emerge dall’indagine “Sostenibilità ambientale e made in Italy” realizzata dall’Osservatorio TeDIS di Venice International University, e presentata nei giorni scorsi in occasione del simposio “Made in Italy sostenibile: storie di successo”.

L’evento, organizzato dalla VIU nella propria sede sull’isola di San Servolo a Venezia, ha rappresentato un importante momento di confronto sullo stato dell’arte dell’imprenditoria italiana in relazione ai temi della green economy e della sostenibilità, grazie alla presentazione di alcuni case study di eccellenze imprenditoriali in tema di sostenibilità (Acqua Minerale San Benedetto, Gruppo San Marco, Riello Group, Lefay Resorts, Latteria Montello).

“L’adozione di strategie green contraddistingue le aziende con una posizione di leadership competitiva, afferenti a gruppi e strutturate dal punto di vista della gestione dell’innovazione e delle strategie di marca”, ha spiegato la docente Eleonora di Maria, responsabile dello studio per la Venice International University. “Anche se le piccole imprese – ha aggiunto – risultano comunque molto dinamiche sul fronte green”.L’indagine ha interessato un campione di circa 500 imprese italiane, con un fatturato superiore a 1 milione di euro, specializzate nei tradizionali settori del Made in Italy.

Da un’analisi settoriale emerge che le strategie green risultano essere particolarmente diffuse tra le imprese sistema casa (50%) e della meccanica-elettronica-gomma plastica (46,6%); seguono i produttori di altri prodotti manifatturieri (36,4%) e le imprese del sistema moda (35,9%). Quanto alle tipologie di innovazione green presenti, per il il 34% delle imprese si può parlare di eco-innovazione di processo, per il 17,6% di certificazioni ambientali e per il 9,6% di eco-innovazione di prodotto.

Il professor Stefano Micelli della Venice International University, che ha aperto i lavori, ha ribadito “l’impegno di Venice International University sui temi della green economy, in particolar modo sui percorsi di innovazione delle imprese del Made in Italy in materia ambientale”. Il professor Micelli ha inoltre presentato il portale “www.atlantegreen.it”, piattaforma dedicata al Green Made in Italy promossa da Venice International University, con il supporto del Ministero dell’Ambiente, che ha visto il suo debutto on-line nei giorni scorsi negli spazi della Triennale di Milano alla presenza del Ministro Corrado Clini e di una ventina di grandi e medie aziende italiane.Il portale è stato realizzato dal Gruppo Rem con la collaborazione di Enzo Argante.

Pietro Lucchese, presidente di Gruppo Rem, agenzia specializzata in “green consultancy” e new media, ha moderato la tavola rotonda di case study aziendali “che – ha detto Lucchese – rappresentano autentiche eccellenze per l’impegno profuso e per le esperienze maturate nel campo della sostenibilità ambientale”. Le storie di successo sono state illustrate da Vincenzo Tundo, direttore marketing di Acqua Minerale San Benedetto, Alcide Leali, managing director di Lefay Resorts, Giovanni Marsili, direttore scientifico di Gruppo San Marco, Ettore Riello, presidente e Ceo di Riello Group e Silvia Lazzarin, responsabile marketing di Latteria Montello.

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