Cigs in Ilva, il Mise convoca le parti a Roma per il 20 febbraio

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TARANTO – Le parti – Ilva e sindacati – sono convocate al Ministero dello Sviluppo Economico per il prossimo 20 febbraio, alle ore 12, per discutere della procedura relativa alla Cassa integrazione straordinaria che interesserà un consistente numero di lavoratori. Lo annuncia su Twitter il vice-ministro Teresa Bellanova. Com’è noto, l’Ilva potrebbe mettere in cassa integrazione a partire da marzo dalle 4mila alle 5mila unità dello stabilimento di Taranto.

Proprio a Taranto, dove è concentrata la platea più rilevante, i contratti di solidarietà, che negli ultimi anni hanno coinvolto circa 3mila dipendenti, scadono alla fine del mese. L’Ilva, in vista di questa scadenza, ha proposto ai sindacati il ricorso alla cassa integrazione straordinaria.

In particolare per Taranto ha chiesto la cassa per 4.984 lavoratori ma sia a Taranto che a Marghera, dove l’ammortizzatore é stato proposto per un altro sito del gruppo ( con una ottantina di addetti), i sindacati hanno respinto la proposta e chiesto il confronto presso il Mise.

In particolare i sindacati contestano sia i numeri, soprattutto per Taranto, definiti eccessivi (sono coinvolte quasi 2mila lavoratori in più rispetto alla solidarietà), sia lo strumento individuato, preferendo la riproposizione dei contratti di solidarietà.

Ma questa strada appare difficilmente praticabile tanto più che il Governo, con un emendamento al decreto sulla coesione territoriale e il Mezzogiorno, approvato ieri dalla Camera e ora trasmesso al Senato, ha inserito una dote di 24 milioni per consentire che nel 2017 il personale dell’Ilva che andrà in cassa integrazione e che quindi potrà avere lo stesso trattamento economico percepito nel 2016 con i contratti di solidarietà.

In tal modo i lavoratori in cigs non perderebbero mediamente altri 130-150 euro di media al mese rispetto a quanto già previsto col ricorso alla solidarietà. Ora, dunque, il confronto al Mise dovrà servire a far quadrare l’intera questione e a trovare un’intesa soprattutto sui numeri ed in particolare a Taranto.

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