Ex Cemerad di Statte, comincia la fine di un incubo: entro un anno via tutti i fusti pericolosi

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De Vincenti Ilva Taranto

TARANTO – Sta per finire l’incubo vissuto dai cittadini di Statte residenti nella zona dell’ex Cemerad che per tantissimi anni ha ospitato una vera e propria bomba ecologica: ben 16.724 fusti, di cui 3.334 contenenti rifiuti radioattivi (comprendenti filtri contaminati dall’incidente nucleare di Chernobyl) che verranno smaltiti presso l’impianto Nucleco di Roma

«Dopo circa nove mesi di analisi e di valutazioni sulla radioattività e dopo aver predisposto tutti i piani necessari, compreso quello di emergenza, oggi iniziamo il trasferimento dei fusti presenti da quindici anni in un capannone abbandonato – ha spiegato il Commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli, durante la visita a Taranto del Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti – entro maggio 2018, se non sorgeranno problemi, riusciremo a toglierli tutti, ed entro dicembre 2018, restituiremo ai cittadini un’area a verde messa finalmente in sicurezza.  I controlli sulla radioattività sono risultati soddisfacenti sia in superficie che nelle aree circostanti. Dopo aver allontanato tutti i fusti e dopo aver rimosso il capannone, controlleremo i valori di radiottività nel sottosuolo sperando che non emerga alcun problema».

Un altro fronte aperto per il Commissario straordinario è quello del risanamento del mar Piccolo. Nello scorso mese di aprile – come anticipato dal nostro sito – doveva essere avviata l’attività di rimozione dei rifiuti ingombranti presenti nei fondali (dai frigoriferi alle carcasse di auto passando per i lettini di ospedale).

Mar Piccolo Taranto
Mar Piccolo Taranto

«Va detto che sul mar Piccolo sono già stati avviati diversi interventi a cominciare dalla chiusura di alcuni scarichi – ha evidenziato la Corbelli – per quanto riguarda i rifiuti ingombranti, non abbiamo potuto iniziare ad aprile perché Arpa Puglia ci ha chiesto un ulteriore monitoraggio per meglio tutelare la biocenosi. Questo lavoro si è concluso. La settimana prossima, quindi, potremo partire con la rimozione dei rifiuti. Oggi, con il ministro De Vincenti, faremo un sopralluogo per verificare lo stato dei cantieri e valuteremo le cose dove c’è ancora qualche rallentamento».

Il ministro è arrivato nel rione Tamburi intorno alle 11.30. Ha visitato le scuole  “Deledda”, “G.B. Vico” e “Giusti” – destinatarie di interventi di riqualificazione – dove ha incontrato alunni, insegnanti e dirigenti scolastici. In seguito, si è recato al deposito ex Cemerad, in zona mar Piccolo, al Porto, e in Prefettura per incontrare sia i sindacati che Confindustria Taranto. Incontri, questi ultimi, incentrati anche sul caso Ilva.

Sul rischio di eventuali rallentamenti nella fase di vendita del Siderurgico, Ue Ilva TarantoDe Vincenti è stato perentorio: «Stiamo rispettando la tempistica prevista – ha risposto a InchiostroVerde.it – è in corso la valutazione conclusiva delle offerte e poi si procederà con l’aggiudicazione tra fine maggio e inizio giugno». Evidente la soddisfazione del ministro per lo sblocco dei fondi della famiglia Riva – 1,3 miliardi – da parte della Corte del Jersey.

«Si tratta di un risultato importantissimo per il risanamento ambientale e per la salute dei cittadini – ha detto  – questi fondi saranno utilizzati senza alcuno sconto rispetto a ciò che sarà chiamato a fare l’acquirente Ilva nell’area dello stabilimento. Serviranno a realizzare opere che rafforzeranno il lavoro di risanamento degli impianti già avviato».

La presenza di De Vincenti a Taranto non ha carattere esclusivamente istituzionale. Non manca, infatti, una connotazione prettamente politica ed elettorale con la partecipazione del ministro ad un incontro a sostegno della candidatura a sindaco dell’imprenditore marittimo Rinaldo Melucci (Pd). «Il nostro augurio – ha detto De Vincenti – è che la futura amministrazione comunale mantenga la continuità con l’attuale giunta, e che lavori insieme al Governo per dare delle prospettive a Taranto, anche in termini di risanamento».

Direttore responsabile - Laureata in Scienze della Comunicazione all'Università del Salento con una tesi di laurea dal titolo “Effetti della comunicazione deterministica nella dicotomia industria/ambiente”, incentrata sulla questione ambientale tarantina. Ha collaborato con il TarantOggi, Corriere del Giorno, Voce del Popolo, il Manifesto, Radio Cittadella (SegnoUrbano On Air), Corriere del Mezzogiorno, Nota Bene. Cura l’ufficio stampa del WWF Taranto per il progetto “Ecomuseo del mar Piccolo”. Il 21 novembre 2013 è stata premiata nella categoria “Giornalismo” nell’ambito della Rassegna Azzurro Salentino. Ha partecipato a "Fumo negli occhi", documentario sull'Ilva e sull'inchiesta "Ambiente Svenduto".
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