Ilva, un operaio racconta la sua lotta contro il cancro: essere positivi e lottare ripaga

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Operaio Ilva

TARANTO – Oggi pubblichiamo una lettera toccante che testimonia la battaglia intrapresa da un operaio Ilva contro il cancro. Un documento condiviso sulla pagina Facebook della FLMUNITI-CUB, organizzazione sindacale che vuole mettere al centro della sua azione la dignità dei lavoratori, la salvaguardia della salute e del lavoro. In questi giorni, sta raccogliendo le segnalazioni di casi personali per presentare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani.  E’ stato istituito uno sportello aperto a tutti (cittadini e operai iscritti) in via Oberdan 127. Info: 099.4793406 dalle ore 8 alle ore 18. Il prossimo 19 aprile sarà possibile incontrare i legali per denunciare problematiche di tipo sanitario. Di seguito le parole del giovane operaio che raccontano una storia ormai comune – purtroppo – a tanti tarantini.

“Cercherò in breve di spiegare quello che si prova quanto ti accade qualcosa che pensi non possa mai accaderti. Quasi ogni giorno, soprattutto nelle mia città, sentivo parlare di persone affette da patologie gravi ma mai pensavo di poterne un giorno essere affetto. Cerchi di immaginare il dolore che si prova in queste situazioni, ma solo quando una cosa così grande ti travolge, puoi realmente capire quello che stai ascoltando.

Sono A., ho 36 anni, sono un operaio Ilva e l’1.10.2015 ho scoperto di avere un tumore alla testa. Questa data ha cambiato la vita a me e alla famiglia, è come se ci fosse crollato il mondo addosso. Pensi di non avere più un futuro, i tuoi sogni svaniscono, i tuoi progetti diventano cenere. Osservi tutto ciò che ti circonda come se fosse l’ultima volta e apprezzi ogni cosa banale: uno sguardo, il mare, il tuo cane, la tua famiglia, gli amici.  Ti accorgi di quanta sofferenza porta questo male che ormai perseguita quasi tutte le persone della mia città. Torniamo a me e al mio incubo.

Dovevo affrontare un’operazione, a detta dei dottori, delicatissima, che sarebbe durata 5 ore e che poteva riportarmi gravi e irreparabili danni neurologici. Mi faccio forza e decido di affrontare quest’operazione anche perché era l’unica soluzione al mio grande problema. Dopo dieci giorni circa vengo trasferito nella struttura Fondazione Maugeri di Cassano Murge per 50 giorni nei quali ho effettuato una riabilitazione fisica completa con sedute di logopedia perché avevo anche problemi nel parlare e ricordare cose accadutemi di recente.

Ho messo tutto me stesso per recuperare al meglio la muscolatura che avevo perso totalmente, la deambulazione e la memoria breve. I medici mi hanno detto che il mio atteggiamento positivo ha fatto sì che la mia ripresa fosse più rapida del solito. E’ vero sono stato forte ma vi assicuro che la situazione che ho vissuto non è stata facile, anzi. Avevo la mia famiglia lontana, mi mancava casa mia e tutto ciò che comprendeva la mia quotidianità.

La mia famiglia ha fatto il possibile per rendermi la vita più semplice non lasciandomi mai solo e questo ha portato anche svariati sacrifici economici. Mia moglie non ha pensato nemmeno un secondo che non ce l’avrei fatta anche se nei suoi occhi leggevo quasi più sofferenza della mia perché quel male è l’unica cosa che è riuscita a separarci, anche se temporaneamente, dopo 12 anni.

Ora mi impegno costantemente sottoponendomi a sedute di fisioterapia e nuoto terapeutico (tutto a mie spese) affinché la mia gamba destra riprenda a funzionare al 100%, perché purtroppo ancora non è così. Concludo dicendo che essere positivi e lottare a volte ripaga e sono vicino a tutti coloro che stanno vivendo il mio stesso incubo. Ringrazio di cuore tutta l’equipe del reparto di Neurologia della clinica Bernardini di Taranto che ha fatto tutto il possibile perché la mia operazione e la mia degenza andassero a buon fine. La vita è bella e merita di essere vissuta con rispetto”.

Direttore responsabile - Laureata in Scienze della Comunicazione all'Università del Salento con una tesi di laurea dal titolo “Effetti della comunicazione deterministica nella dicotomia industria/ambiente”, incentrata sulla questione ambientale tarantina. Ha collaborato con il TarantOggi, Corriere del Giorno, Voce del Popolo, il Manifesto, Radio Cittadella (SegnoUrbano On Air), Corriere del Mezzogiorno, Nota Bene. Cura l’ufficio stampa del WWF Taranto per il progetto “Ecomuseo del mar Piccolo”. Il 21 novembre 2013 è stata premiata nella categoria “Giornalismo” nell’ambito della Rassegna Azzurro Salentino. Ha partecipato a "Fumo negli occhi", documentario sull'Ilva e sull'inchiesta "Ambiente Svenduto".
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