Ilva, “Giustizia per Taranto”: non contano i numeri ma la densità umana di chi partecipa

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Giustizia per Taranto
Giustizia per Taranto

TARANTO – Un corteo che parte con i volti dei bambini dietro la scritta “Giustizia” e si conclude con il simbolico abbattimento di una ciminiera di cartone alta 4 metri. Un corteo per il quale non contano i numeri, ma la densità umana dei partecipanti che hanno sfidato il maltempo, la rassegnazione e lo scherno di chi non crede più a manifestazioni come questa.

Lungo le vie del centro, incontriamo tanti visi a noi familiari che non hanno ancora perso la voglia di reagire nonostante i dieci decreti “salva Ilva”, il lento e tortuoso incedere del processo “Ambiente svenduto”, l’inadeguatezza della classe politica locale e nazionale. Ci sono anche alcuni nomi storici dell’ambientalismo locale: rimangono defilati, mentre a guidare il corteo sono volti nuovi, svincolati dalle faide interne del fronte ambientalista. Un segno dei tempi che non va sottovalutato.

«Questa è la tappa di un percorso che nasce da lontano – spiega Massimo Ruggieri, uno dei promotori dell’iniziativa – siamo qui per sovvertire la famosa logica secondo la quale non esiste un’alternativa occupazionale all’Ilva. Noi, attraverso i nostri approfondimenti e la nostra azione di verità stiamo dimostrando che non ci sono alternative occupazionali proprio a causa dell’Ilva. E’ un sistema che la politica non vuole smontare. Quindi tocca a noi cittadini farlo».

Tra chi ha messo l’anima per favorire la buona riuscita della manifestazione c’è anche Fiorella Occhinegro, ferma sostenitrice della coesione tra le varie anime della comunità ionica: «Con le divisioni e i personalismi non si arriva da nessuna parte – sottolinea a InchiostroVerde.itè questa la logica che ci ha spinto ad organizzare il corteo. Non ci sono persone che hanno la smania di farsi vedere».

Secondo Ruggieri, “gli ambientalisti hanno avuto l’indubbio merito di scavare e studiare la realtà dei fatti per dimostrare i rischi che correva la città. Dopo aver svolto questo ruolo di sensibilizzazione, stanno lasciando che la città si appropri delle loro competenze. Credo che abbiano fatto un passo indietro per consentire a tutti noi di fare due passi in avanti».

Tra coloro che hanno dato l’adesione all’iniziativa c’è anche il noto giornalista e scrittore Pino Aprile, acuto osservatore della realtà meridionale. «Oggi Taranto sta dando un grande esempio al Sud e all’Italia – dice – insieme ad altre popolazioni trattate come merci di scambio, prive di diritti – dalla Terra dei Fuochi alla Sicilia – sta dimostrando di avere delle idee non campate in aria, ma basate sullo studio e sul ragionamento. Taranto non può dirsi rappresentata dagli eletti nelle istituzioni per come questi si sono comportati rispetto al rapporto tra Ilva e città. Qualcuno di loro è finito anche in galera. I cittadini, quindi, ritirano la delega, riprendono in mano il diritto a dire la loro e fanno vedere che non sono pochi, ma tanti. Creano associazioni, elaborano studi e progetti. Questa è politica nel senso più alto e nobile del termine».

Il fiume umano,  punteggiato stavolta da tanti ombrelli colorati, dopo aver percorso via Crispi, via Di Palma e via D’Aquino, ha raggiunto in tarda mattinata piazza della Vittoria, dove i bambini hanno simbolicamente abbattuto una ciminiera di cartone e dato il benvenuto ad un albero di ulivo. «Era l’albero portato sull’arca di Noè al fine di ripopolare la terra – spiega la Occhinegroci sembrava giusto concludere la manifestazione con un simbolo positivo. Inoltre, ai piedi dell’albero, sono stati raccolti diversi messaggi di speranza e di fiducia in una riconversione culturale ed economica della città». 

Si tratta solo di una prima tappa – precisano gli organizzatori – il tempo della partecipazione non può esaurirsi con l’evento di oggi. Lunedi 27 febbraio è già in programma una nuova riunione nella sede dell’Abfo in vista della prossima udienza – 1 marzo – del processo sul disastro ambientale prodotto dall’Ilva. Si ribadiranno tutte le perplessità sull’ipotesi del patteggiamento. E si spera che in occasione del prossimo incontro ci sia tanta gente disposta a riprendere il percorso avviato oggi. Sotto la pioggia e auspicando il sole.

 

 

 

Direttore responsabile - Laureata in Scienze della Comunicazione all'Università del Salento con una tesi di laurea dal titolo “Effetti della comunicazione deterministica nella dicotomia industria/ambiente”, incentrata sulla questione ambientale tarantina. Ha collaborato con il TarantOggi, Corriere del Giorno, Voce del Popolo, il Manifesto, Radio Cittadella (SegnoUrbano On Air), Corriere del Mezzogiorno, Nota Bene. Cura l’ufficio stampa del WWF Taranto per il progetto “Ecomuseo del mar Piccolo”. Il 21 novembre 2013 è stata premiata nella categoria “Giornalismo” nell’ambito della Rassegna Azzurro Salentino. Ha partecipato a "Fumo negli occhi", documentario sull'Ilva e sull'inchiesta "Ambiente Svenduto".
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