Ex Ilva, Cassese a Bellanova: l’immunità penale non era nell’accordo

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“Vorrei ricordare alla ministra Bellanova, intervenuta sulla vicenda dell’ex Ilva sottolineando che le trattative già fatte non vanno messe in discussione, che l’immunità penale per la multinazionale non è stata oggetto di accordo. È utile ribadirlo per evitare di nutrire quello stesso terreno da cui attinge AcelorMittal che usa strumentalmente l’argomento del sopraggiunto venir meno dell’immunità per abbandonare il campo trasgredendo unilateralmente i patti. Partire dalla verità dei fatti è importante.” È quanto dichiara il deputato Gianpaolo Cassese (M5S) in merito alle dichiarazioni di questa mattina della Ministra del Mipaaf, a margine di una conferenza al ministero sulle novità contenute in legge di bilancio nel settore dell’agricoltura.

“Alla ministra suggerisco di guardare a questo gigante che è stato l’ex ILVA anche a partire dal punto privilegiato d’osservazione che è l’agricoltura, in quanto ci mostra in modo macroscopico gli effetti dannosi che la monocultura dell’acciaio ha prodotto negli anni sul comparto. Basti pensare alle ripercussioni prodotte sulle aziende dalle ordinanze di divieto di pascolo per un’area circostante l’ILVA per un raggio di venti km o di divieto di coltivazione a causa del diffondersi delle emissioni siderurgiche nei terreni coltivati e nelle acque. Non si contano le aziende che sono state costrette a chiudere” prosegue Cassese e aggiunge: “Sappiamo inoltre quanto poco attrattivi siano i prodotti alimentari provenienti da alcune aree del nostro territorio”.

“A Taranto parlare di agricoltura significa parlare di più di 20mila aziende, di 27. 450 operai assunti, di quasi 3 milioni di giornate di lavoro. Si tratta di un settore strategico e trainante per l’economia locale e non solo, che nonostante le molteplici avversità, tra cui patire la presenza dell’ex ILVA, ha continuato a marciare ed il cui potenziale è ancora largamente inespresso” aggiunge il deputato.

“Confido in un intervento straordinario da parte della ministra Bellanova, che ha gli strumenti per supportare questo settore che qui vive con estrema difficoltà la presenza dell’acciaieria. Mi piacerebbe inoltre trovare nella ministra Bellanova una alleata per valorizzare questo prezioso comparto che ci pone in testa alla classifica nazionale ed immaginarlo crescere nel più generale orizzonte della riconversione di Taranto, finalmente libera di respirare, produrre, dare lavoro e benessere ai suoi cittadini” conclude Cassese.