Brindisi: l’impegno di due candidati a sindaco per la chiusura della centrale a carbone

Centrale Enel di Brindisi

Sono due i candidati a Sindaco del comune di Brindisi alle elezioni di domenica 10 giugno che hanno risposto alla sollecitazione del WWF, che chiedeva di indicare in che modo avrebbero agito per accelerare la chiusura della centrale a carbone Federico II di Cerano. Si tratta di Riccardo Rossi, candidato sindaco per Brindisi Bene Comune, Partito Democratico, Liberi e Uguali e Ora Tocca a Noi, e Gianluca Serra, candidato per il Movimento 5 Stelle. Rossi e Serra hanno fatto pervenire all’Associazione un messaggio per illustrare la propria posizione sulla situazione dell’impianto di Cerano, uno fra i più inquinanti d’Italia.

Entrambi i candidati hanno espresso la loro volontà di agire per accelerare la chiusura dell’impianto a carbone di Cerano.

Riccardo Rossi, dopo aver sottolineato che “Il tema dei cambiamenti climatici coinvolge direttamente la città di Brindisi che ospita la più grande centrale a carbone d’Italia”, stigmatizza anche le pesanti ricadute ambientali e sanitarie che la produzione di energia da combustione del carbone produce.

Per questo, il candidato sindaco condivide l’obiettivo fissato dalla SEN 2017, che prevede la chiusura di tutte le centrali a carbone per la produzione termoelettrica entro il 2025. Rossi ritieneindispensabile l’immediato avvio di un confronto con il Governo ed Enel per programmare il superamento della centrale, ottenere i fondi necessari per le bonifiche del sito, individuare investimenti e risorse necessarie a garantire occupazione e reddito dei lavoratori della centrale.

Il candidato del Movimento 5 Stelle ribadisce che la sua formazione politica ha sempre sposato l’idea della chiusura di tutte le fonti inquinanti fossili attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Per Gianluca Serra l’obiettivo da raggiungere è una riconversione economica dell’area, con interventi mirati per arrivare ad una dismissione degli impianti, una bonifica a 360° dell’area su cui insistono gli inquinanti e il recupero delle aree attraverso una diversificazione dell’attività sino ad oggi svolta. Tutto ciò mantenendo i livelli occupazionali attuali e perfino incrementandoli. Serra dichiara infatti che, puntando sulle fonti rinnovabili, per ogni miliardo di euro investito, si possono creare fino a 15.000 nuovi posti di lavoro a fronte dei soli 500 delle fonti fossili.

Per il WWF Italia, da anni impegnato per il superamento del carbone e la sostituzione di questo combustibile fossile con energia da fonti rinnovabili, le risposte ricevute dai candidati Rossi e Serra sono un primo importante segnale. La chiusura della centrale a carbone di Cerano è uno degli obiettivi fondamentali per tutelare la salute dei cittadini di Brindisi, oltre che un tassello indispensabile per la riduzione dei gas serra nel nostro Paese.

E’ fondamentale che alla chiusura dell’impianto a carbone Federico II corrisponda un processo di bonifica e di conversione, in grado di garantire occupazione nel territorio brindisino, attraverso la promozione di nuovi impianti di energia da fonti rinnovabili, di interventi di efficienza energetica e attività legate all’economia verde e alla vocazione del territorio. Per Brindisi, chiudere la centrale a carbone è il primo passo verso un futuro fatto di nuovo lavoro, benessere, tutela ambientale e difesa della salute.

Per leggere le risposte complete inviate dai due candidati al WWF, accedere al sito http://stopcarbone.wwf.it/