L’Osservatorio Nazionale Amianto incontra il Ministero della Salute

Amianto marina taranto

ROMA – Lo aveva detto l’on. Davide Faraone, sottosegretario al Ministero della Salute e renziano di ferro: “Riceverò le vittime dell’amianto”. Non avrebbe potuto fare altro perché era in visita ad Augusta che fa parte del c.d. triangolo della morte: Gela, Ragusa e Siracusa/Augusta, così lo ha definito l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, di fronte ai dati epidemiologici e anche alla statica ignavia degli organi della Regione Siciliana, ancora al palo nell’applicazione della Legge n. 10/2014.

“Non possiamo più tollerare questo stato di assenza di bonifiche dei luoghi di vita e di lavoro, così come la staticità delle istituzioni, in particolare della Regione Sicilia e l’assenza di sorveglianza sanitaria e di istituzione del polo di riferimento per le patologie asbesto correlate presso l’ospedale di Augusta. Spero che la politica nazionale intervenga, altrimenti ci vedremo nostro malgrado costretti ad altre azioni giudiziarie, quando invece vorremmo navigare e remare tutti insieme per tutelare l’ambiente e la salute con le bonifiche, con un migliore sistema sanitario e con degli enti previdenziali come l’INPS e l’INAIL non ostili con i lavoratori esposti e vittime dell’amianto, che ancora da tempo attendono il giusto prepensionamento e il giusto risarcimento, in Sicilia come nel resto d’Italia”dichiara il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Avv. Ezio Bonanni.

Martedì 18 luglio, alle ore 17, la delegazione dell’ONA sarà composta dal presidente, avv. Ezio Bonanni, dal signor Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia, dal on. Pippo Gianni, del coordinamento del Comitato Tecnico-scientifico dell’ONA Nazionale, dal singor Calogero Frisenda, ONA Sicilia e dalla coordinatrice dei rapporti con la stampa, dott.ssa Fabrizia Nardecchia.

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA ONLUS – è un’associazione di utilità sociale, iscritta all’Anagrafe delle ONLUS dell’Agenzia delle Entrate con prot. 79949 del 6 Dicembre 2010; accreditata dal Ministero della Salute nell’Elenco in rete del volontariato della salute; iscritta al n. 852 dell’Albo delle Associazioni della Provincia di Roma con determina n. 1849 del 22.04.2013 e ha sede legale in Roma, Via Crescenzio, n.2 – 00193 (Codice Fiscale: 97521310587).

Piattaforma propositiva dell’ONA:

Istituzione della sorveglianza sanitaria su tutto il territorio nazionale;

Immediata applicazione delle norme sul prepensionamento immediato dei lavoratori malati per effetto dell’art. 1, comma 250, L. 232/16;

Immediata applicazione, in via amministrativa, delle norme sull’aumento delle contribuzioni per i lavoratori esposti in base all’art. 13 comma 8 L. 257/92, senza che sia necessaria l’azione giudiziaria;

Riconoscimento immediato delle rendite in favore dei lavoratori ammalati per amianto, senza la necessità di lunghe e costose azioni giudiziarie;

Punizione di tutti coloro che hanno esposto i lavoratori all’amianto e agli altri cancerogeni provocando le patologie, con l’abolizione della prescrizione dei reati commessi con violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro;

Incremento del Fondo Vittime Amianto.

I numeri della strage in Italia

Seimila decessi per patologie asbesto correlate. Infatti ai più 1500 decessi a causa del mesotelioma, vanno aggiunti almeno 3000 decessi in seguito a tumori polmonari causati dall’amianto, e a questa drammatica contabilità debbono essere poi aggiunte tutte le altre patologie, che portano l’Associazione a tale stima. 

I numeri della strage in Sicilia

La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.

Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio – quindi 200 decessi solo per tale patologia –  si stima che questa macabra contabilità porti già a 300 vite umane spezzate a cui vanno ad aggiungersi tutti gli ulteriori decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate come tumore alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio, per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari (art. 145 DPR 1124 del 1965, modificato con l’art.4 della Legge n.780 del 1975).

Per cui l’Osservatorio Nazionale Amianto calcola in più di 600 i decessi per patologie asbesto correlate alla sola Sicilia nel 2016.

Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale.

Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti.

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