“L’Ilva è ferma e cade a pezzi” – Ieri sopralluogo degli europarlamentari M5S

Lo stabilimento Ilva visto dai tetti del quartiere Tamburi, 19 settembre 2013.ANSA / CIRO FUSCONon si sta investendo, in realtà non ci sono soldi per investire, è tutto fermo, è tutto bloccato”. Lo ha detto l’europarlamentare tarantina Rosa D’Amato incontrando la stampa dopo aver visitato con le colleghe del Movimento 5 stelle Eleonora Levi e Laura Ferrara lo stabilimento Ilva di Taranto. “Secondo noi – ha aggiunto – questa azienda non ha futuro, il futuro di Taranto è altro. Però sentire dai lavoratori, dai dipendenti che vivono dentro la fabbrica, e anche dai commissari che ora hanno questa incombenza di salvare l’azienda, dove sbagliamo, è importante per essere più obiettivi”. L’impressione, ha spiegato D’Amato, è “che sia uno stabilimento che cade a pezzi. L’Aia è da ottemperare all’80 per cento entro agosto 2015, ma noi diciamo che non è sufficiente perché è un dato numerico e non qualitativo. Di positivo c’è che hanno aperto le porte dello stabilimento: forse questi commissari hanno una visione diversa, più trasparente, del rapporto da avere con i politici ma anche con i cittadini, perché noi ci riteniamo in primo luogo cittadini”. Le europarlamentari del M5S, che hanno effettuato la visita con ingegneri ambientali e collaboratori, hanno anticipato che porteranno tutte le informazioni necessarie in Commissione europea. “Sappiamo benissimo – ha concluso D’Amato – che c’è una trattativa tra lo Stato e la Commissione che riguarda la procedura d’infrazione. Noi porteremo le nostre osservazioni e daremo il nostro contributo. Vogliamo dire agli operai che un’alternativa è possibile”.

Sulla visita di ieri, è durissimo il commento del parlamentare tarantino del Pd, Michele Pelillo. “Le tre europarlamentari grilline hanno sbagliato giorno per una gita fuori porta dall’intenso sapore elettorale. Bastava anticipare di due giorni e avrebbero azzeccato la giornata giusta, quella di pasquetta che, per tradizione, favorisce le gite fuori porta. Lette le banali dichiarazioni rese dopo la visita, ci si chiede che cosa siano venute a fare se non ancora una volta a gufare contro i finanziamenti che grazie a Renzi, al suo governo e al Pd sono in arrivo e che finalmente potranno assicurare a Taranto e ai tarantini il completamento dei lavori AIA insieme all’ammodernamento della fabbrica e ad una nuova grande opportunità per la città fondata su storia e cultura – si legge in una nota stampa del parlamentare -. L’unica dichiarazione con un senso compiuto è quella per cui dicono (fonte ANSA): “Sappiamo benissimo che c’è tra lo Stato e la Commissione una trattativa che riguarda la procedura d’infrazione. Noi riporteremo le nostre osservazioni e daremo il nostro contributo”. E se invece di lavorare contro Taranto e i tarantini le tre europarlamentari grilline organizzassero un’altra gita fuori porta (sempre con i soldi dei contribuenti), magari altrove e stavolta nel giorno giusto?” conclude l’on. Pelillo.

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