Ilva, Mucchetti (Pd): “Gnudi chiamato a fare da notaio per un accordo già preso con Arcelor Mittal?”

gnudi“Caspita, che cambio di passo all’Ilva”, scrive nel suo blog Massimo Mucchetti (Pd), presidente della Commissione Industria del Senato, esprimendo non poca ironia. Si tratta di un post interamente dedicato alla staffetta tra Enrico Bondi e Piero Gnudi come commissario straordinario dell’Ilva. “Avevamo per commissario un manager industriale, terrore delle banche (vedi Parmalat), terrore dei “padroni furbacchioni” (vedi Riva, inquisiti per inquinamento e sottrazione di risorse all’impresa). Si chiamava Enrico Bondi – scrive Mucchetti – ora, il Governo lo manda via perché inviso ai Riva, alle banche, ai concorrenti dell’Ilva, il cui parere in conflitto d’interessi prende per oro colato. E chi mette al posto del rude Bondi, reo di osservare alla lettera la legge? Il Governo sceglie il commercialista personale di Guidalberto Guidi, padre di Federica, ministro dello Sviluppo economico. Il suo nome e’ Piero Gnudi”.

Continua il senatore del Pd: “Chi lo conosce fatica a vederlo girare per gli stabilimenti con le pedule, il giaccone e il casco del siderurgico come faceva quel Clint Eastwood d’Arezzo che risponde al nome di Bondi. Gnudi e’ uomo di relazioni, di consigli di amministrazione e collegi sindacali. Ha fatto il ministro del Turismo e ora è il primo consigliere di Federica. Questo nuovo che avanza ha 76 anni e non sa nulla di altoforni e forni elettrici, cockerie, agglomerati e pre ridotto, di treni di laminazione, nastri trasportatori e parchi minerari. Adesso c’è ancora il piano Bondi, che realizza le prescrizioni ambientali e si prefigge di salvare l’occupazione sviluppando la fabbrica”.

E poi Mucchetti snocciola una serie di quesiti: “Che ne pensa il Governo? Gnudi ha l’incarico di scrivere un altro piano o un piano non serve più? Gnudi, sento dire, avrà funzioni di garanzia. Ma garanzia di che cosa e per chi? Di un’Ilva dimezzata che non dia fastidio a nessuno? Per un gruppo di famiglie industriali? Per le banche? Per Arcelor Mittal con cui i contatti sono in corso da due mesi? O sarà Piero Gnudi un garante dell’innovazione, della trasparenza, della coerenza e della solidarietà?Fuori dai denti: Gnudi e’ stato chiamato a fare da notaio per un accordo già preso con Arcelor Mittal (i cosiddetti partner italiani, tranne i Riva, sono in bolletta, e dunque non sarebbe serio considerarli più di tanto) ? Oppure può ancora promuovere la ricerca della soluzione migliore che potrebbe venire anche da altri (faccio un nome a caso, dal gruppo cinese Jindal) che abbiano interesse a fare dell’Ilva l’avamposto della loro crescita globale e non una provincia da annettere a un impero da ridimensionare perché ormai troppo grande (l’Europa, Mittal in primis, conta acciaierie in eccesso per 23 milioni di tonnellate annue)?”.  Conclude Mucchetti: “Serve un po’ di tempo per non dover decidere sotto la minaccia di un fallimento dovuto, soprattutto, alle incertezze della politica sulla cornice normativa del commissariamento. Serve dunque un prestito ponte come si è fatto per Alitalia. O come il Tesoro USA ha fatto con Chrysler. Va riscoperto lo spirito con cui si è affrontata l’Electrolux”.

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